Eh, chissa’… io l’avevo detto :)
Dopo 9 anni tornano i riformati Karma to Burn, paladini dello stoner strumentale, con un disco nuovo decisamente valido che lascia pero’ il fianco a qualche considerazione sul reale futuro della band.
Appalachian Incantation e’ uscito anche in una pregevole edizione a due dischi, edizione che stra-consiglio, vista la succulenza del secondo disco, per comodita’ riporto la tracklist:
Standard release:
1. Fourty-Four
2. Fourty-Two
3. Fourty-One
4. Fourty-Six
5. Waiting on the Western World (feat. Daniel Davies)
6. Fourty-Three
7. Fourty-Five
8. Twenty-Four
Cat Got Our Tongue EP, Limited Edition bonus disc:
1. Two Times (feat. John Garcia)
2. Fourteen
3. Ten
4. Thirteen
5. Six
6. Twenty (2009 Re-Recording)
7. Thirty (2009 Re-Recording)
Sul primo disco non c’e’ molto da dire, le nuove canzoni spaziano dal buono all’ottimo e seguono tutte il groove tipico dei K2T, con l’outsider Daniel Davies (Year Long Desaster) a prestar la voce al pezzo migliore del lotto.
Il secondo disco si apre con quello che doveva essere il nuovo corso della band dopo la dipartita di Jay Jarosz, anche se poi non se ne fece piu’ nulla e prosegue con rarita’ e un paio di classici riproposti.
Complessivamente ho trovato Cat Got Our Tongue un’aggiunta pregevolissima a Appalachian Incantation, ben lontano dai soliti e inutili dischi bonus delle limited edition, ritengo quindi la versione a due dischi l’unica degna di essere acquistata.
Ma i K2B strumentali sono finiti? E’ pensabile un quarto disco ancora strumentale? O e’ auspicabile un lento ritorno alla voce, per cercare di rinverdire la loro proposta musicale? Sinceramente mi farebbe piacere un futuro aperto a diverse collaborazioni vocali senza tralasciare quello che hanno creato. Come se Appalachian Incantation servisse a preparare il terreno…
Tonight at Bloom!