Some news as the end of the 13th b’ak’tun draws near. We come to life when the world ends.
First: we added a new member. We had been thinking forever about this but somehow never did anything about it. Lorenzo is our new bass player and we’re glad (indeed).
Next: we’re working on/finishing…
A posteriori, quando i Vulturum sono saliti sula palco esordendo con ecco la parte tranquilla della serata, non andavano sottovalutati, ma andiamo con ordine:
Ieri allo SGA si è consumata la seconda data italiana del tour di supporto a Jason… The Dragon, nuovo disco dei Weedeater, complici i sopracitati Vulturum e gli Zoroaster. I Vulturum, prima volta dal vivo per me, non disilludono le aspettative, con il loro postcore rumoroso coadiuvato da una doppia batteria, che rende molto più dal vivo che su disco e aiuta con una presenza scenica decisamente invidiabile. Per tutto il concerto ho avuto una di quelle sensazioni che non ti sai spiegare ma tutto suonava dannatamente grunge, datemi pure del pazzo. Validi, nel caso non si fosse capito, meritano attenzione nell’ormai valido ma affollato panorama italiano.
Curiosamente fra Vulturum e Zoroaster ci hanno infilato una band che mi aspettavo suonasse prima, non ricordo il nome ma facevano quel metal che ascolti quando hai sedici anni, non malvagia per carita’, ma francamente fuori luogo soprattutto per la posizione in scaletta… ci pensano comunque gli Zoroaster a riportare la serata sui giusti binari, volumi da denuncia, voce praticamente inesistente e una furia sul palco che non ti aspetti. Un concerto muscoloso e intenso, il batterista ad un certo punto ha lanciato una bacchetta ad altezza uomo in direzione banchetto con una tale furia che se avesse beccato qualcuno probabilmente l’avrebbe ucciso sul colpo, un personaggio sicuramente con parecchio carisma, almeno sul palco, perche’ giu’ dal palco, nonostante si impegnasse, ha raccolto solo due di picche, provandoci disperatamente con qualsiasi essere femminile non accompagnato presente nel locale.
Weedeater sul palco, oramai e’ tardissimo e lo SGA si e’ pure svuotato, ma nonostante tutto loro tengono botta, degli animali, soprattutto Dixie, palesemente alterato da fumo e alcool, con la sua inseparabile bottiglia di Jack. La storia si ripete, volumi altissimi, voce anche qui coperta e praticamente inesistente, gran tiro e soprattutto gran botta, nonostante l’ultimo uscito mi abbia lasciato abbastanza indifferente devo dire che il concerto e’ uno di quelli che si ricorda con piacere, con quella sensazione di ronzio nelle orecchie che ti accompagna anche il giorno dopo…